PORTIAMO A CASA I DUE MARO’ DEL BATTAGLIONE SAN MARCO

14 marzo 2012

Parma, 12 marzo ’12

AL PRESIDENTE

DELCONSIGLIO PROVINCIALE DI PARMA

Dott. MARIO DE BLASI

ORDINE DEL GIORNO

OGGETTO : “ PORTIAMO  A  CASA  I  DUE  MARO’  DEL  BATTAGLIONE  SAN  MARCO ”

IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI PARMA

PREMESSO CHE 

le Autorità Indiane hanno arrestato  due marò del Battaglione San Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone che proteggevano la  petroliera Lexie dalla possibilità di attacchi di pirateria e sono accusati di avere ucciso due pescatori indiani;

CONSIDERATO 

-       che c’è il rischio che  questa storia venga strumentalizzata per fini politici, come affermato dal Ministro degli Esteri Italiano Giulio Terzi, in quanto nello stato indiano sono in corso elezioni amministrative e politiche che rischiano di poter avere qualche influenza sull’indagine e sulle autorità giudicanti, in questo modo qualcuno potrebbe  quindi approfittare di questa situazione per fini elettorali sulla pelle di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone;

-       che la protezione e la tutela dei marinai e dei militari italiani all’estero in missione di pace, in missioni antipirateria e in missioni di sostegno alla sicurezza e alla pace internazionale devono essere la priorità assoluta per il governo italiano in un quadro di cooperazione internazionale in cui l’India è parte rilevante nel contesto Onu;

-       che il sospetto già emerso nei giorni scorsi è che la morte dei due pescatori sia dovuta a un’altra sparatoria, verificatasi in un luogo e in un diverso momento;

ESPRIME 

totale e incondizionata solidarietà ai due marò del Battaglione San Marco Massimo Latorre e Salvatore Girone e alle loro famiglie  e al Battaglione San Marco;

IMPEGNA  LA  GIUNTA  PROVINCIALE  DI  PARMA 

a predisporre uno striscione ben visibile, con le foto dei due militari e con la scritta “Salviamo i nostri Marò” ed esporlo sulla facciata del palazzo sede dell’Amministrazione Provinciale sino alla loro liberazione e rientro in patria.

I Consiglieri Provinciali Manfredo Pedroni, Gian Luca Armellini


Gazzetta: Argomenti ” PREOCCUPATO PER IL FUTURO DELLE PROVINCE ” ( I°. parte )

10 dicembre 2011


Gazzetta: Argomenti ” PREOCCUPATO PER IL FUTURO DELLE PROVINCE ” (II°. parte )

10 dicembre 2011


Gazzetta: ” PEDRONI E ARMELLINI: PIU’ SUSSIDIARIETA’ “

9 dicembre 2011


O.d.G.: ” SUSSIDIARIETA’ “

9 dicembre 2011

Parma, 06 dicembre ’11

Al PRESIDENTE

Del CONSIGLIO PROVINCIALE DI PARMA

Dott. Mario De Blasi

ORDINE DEL GIORNO 

Oggetto: SUSSIDIARIETA’

IL  CONSIGLIO  PROVINCIALE  DI  PARMA

PREMESSO

-       che l’Italia e la Provincia di Parma hanno bisogno di tornare a crescere per non subire troppo a lungo ed in modo irreversibile gli effetti più drammatici e devastanti della crisi in corso, attingendo alle straordinarie risorse umane, civili, di solidarietà e di capacità imprenditoriale che hanno caratterizzato la nostra città ed il nostro Paese nei momenti più difficili;

-       che è necessario che tale crisi congiunturale non investa i fondamenti di questa società ma sia l’occasione per compiere gli improcrastinabili mutamenti e riforme sostanziali dell’amministrazione pubblica, della gestione delle risorse di bilancio, delle politiche sociali, fiscali ed economiche del nostro Paese; giudicato quanto mai opportuno e utile il dibattito prodottosi nella nostra città sui temi del welfare, del “come uscire dalla crisi”, del rinnovamento amministrativo, grazie al contributo di più voci autorevoli della società civile parmigiana e parmense;

-       che tutti i livelli istituzionali, chiamati a servire la comunità civile in questa difficile situazione, debbano mettere in campo uno sforzo straordinario per apprendere ed elaborare idee e progetti innovativi per assicurare solidarietà, benessere, opportunità alla nostra comunità, favorendo collaborazione, aiuto, responsabilizzazione delle formazioni sociali;

RITENUTO

Che solo attraverso una piattaforma di iniziative finalizzate al perseguimento della realizzazione del principio di sussidiarietà , si possa superare il momento attuale di crisi;

PROPONE

1)    di sperimentare nuove politiche fiscali a favore dei nuclei familiari, in un momento di grave difficoltà per tante famiglie ed a maggior ragione perché sulle famiglie ricadono oneri straordinari di mutuo aiuto, educazione, formazione dei giovani, sostegni parentali.

Per questo obiettivo strategico si sollecitano il governo nazionale e le amministrazioni locali affinché sperimentino ed adottino nuovi redditometri, che tengano conto dei carichi familiari e che vadano nella direzione del quoziente o fattore familiare – per quanto di competenza e nei limiti degli attuali bilanci -, nel campo dell’accesso ai servizi sociali e sanitari, cominciando da una urgente ridefinizione della manovra “Salva Italia” in discussione in parlamento e dei recenti nuovi ticket sanitari ;

2)    di assicurare l’attuale elevato servizio di nidi per l’infanzia, ma nel contempo, data l’elevata incidenza non oltre espandibile di questi servizi sull’esercizio dell’attuale bilancio comunale, di attivare nuove tipologie di servizi per l’infanzia, quali ad esempio le madri di giorno, facendosi perciò portavoce presso l’Assemblea legislativa regionale e la Giunta regionale affinché siano adeguate a questo obiettivo le normative e disposizioni regionali;

3)    sempre per questa finalità relativa ai servizi per l’infanzia ed alle politiche familiari, ritiene si debba valutare l’introduzione del cosiddetto “buono materne” finalizzato ad ampliare l’offerta per le famiglie e nel contempo incentivare la collaborazione che soggetti paritari assicurano all’offerta complessiva di questi servizi;

4)    nel campo del sostegno e incentivo al mondo imprenditoriale ed ai giovani, propone che le amministrazioni comunali attivino con urgenza procedure di semplificazione burocratica, agevolando ed accelerando il più possibile le pratiche inerenti al mondo del lavoro, favorendo l’autocertificazione ovunque possibile – fermi restando i rigorosi controlli da effettuare -, agevolando o potenziando sportelli unici di accessi ai servizi per le imprese e per il lavoro ;

5)    nel campo dell’ambiente urbano andranno sostenute e promosse quelle iniziative dal volontariato che possono aiutare la pubblica amministrazione nell’assicurare pulizia e decoro dei nostri comuni, così come andranno studiate politiche fiscali che premino cittadini e imprese virtuose in questo campo ;

6)    andranno inoltre agevolate iniziative finalizzate a favorire i giovani che vogliano realizzare esperienze formative di stage nella pubblica amministrazione, attraverso eventuali ed apposite convenzioni;

CHIEDE

alla Amministrazione Provinciale di Parma di inviare questo O.d.G. al Parlamento Italiano la fine che prenda atto della situazione critica al limite della povertà delle famiglie monoreddito e introduca quegli indispensabili accorgimenti alla manovra “Salva Italia in discussione;

al Presidente e alla sua Giunta affinché promuovono, adottino e realizzano con urgenza iniziative e riforme per gli obiettivi appena ricordati, premiando proprio quelle progettualità sia dal mondo istituzionale che dalla società civile parmigiana e parmense, che possano realizzarsi con minor dispendio delle limitate risorse pubbliche .

I Consiglieri Provinciali GianLuca Armellini e Manfredo Pedroni

N.B. = si chiede la pubblicazione sulla pagina web della Provincia di Parma


Polis Quotidiano: ” ELEMINAZIONE DELLE PROVINCE”

22 novembre 2011


Gazzetta di Parma: ” ELIMINAZIONE PROVINCE: I DUBBI DI PEDRONI

22 novembre 2011


ParmaQui: ” UN SOLO ENTE INTERMEDIO TRA REGIONE E COMUNI

22 novembre 2011


21 novembre 2011

Fidenza, 21 novembre ’11 

Comunicato stampa: “ ELIMINAZIONE  DELLE  PROVINCE ”

 

Sono un convinto sostenitore della partecipazione popolare alla vita Politica-Amministrativa della gente, sono un fervente sostenitore di una riforma dell’ordinamento Istituzionale del nostro Stato italiano.

Sono preoccupato per le affermazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Sen. Mario Monti che  in occasione del Discorso Programmatico svolto al Senato il 17 novembre scorso ha affermato: “il riordino delle competenze delle Province può essere disposto con legge ordinaria. La prevista specifica modifica della Costituzione potrà completare il processo, consentendone la completa eliminazione, così come prevedono gli impegni presi con l’Europa”.

Sono preoccupato perché l’attuale governo è formato da professori e banchieri senza alcuna esperienza amministrativa e privi di un mandato popolare,  una eliminazione delle province fatta sulla carta, senza avere ben chiari i compiti dell’Amministrazione Provinciale,  mancando dell’esperienza per scegliere a chi sia meglio delegare gli attuali poteri e funzioni, potrebbe essere un operazione che causa più danni che benefici.

Propongo un lavoro serio di studio di riforma di un nuovo ordinamento istituzionale per il funzionamento della macchina burocratica rispondente alle esigenze della gente, più semplice e funzionale possibile, che eviti qualsiasi pastoia burocratica e snellisca ogni funzione amministrativa.

Propongo una lavoro comune fra Regioni, Comuni e un solo ente Intermedio, non possiamo lasciarci cadere dall’alto una eliminazione delle Province senza un nuovo ordinamento dello stato.

Propongo una prima riflessione,  le attuali Regioni così strutturate nell’estensione territoriale, numero di abitanti, servizi resi al cittadino sono ottimali? Direi di no abbiamo regioni troppo piccole con dispendio di risorse.( costo per abitante )

Si potrebbe prendere in considerazione Regioni corrispondenti alle attuali circoscrizioni per le elezioni del parlamento europeo con consistente riduzione dei Consiglieri regionali.

Propongo di mettere mano ai comuni troppo piccoli con pochissimi abitanti, stabilire un comune campione per estensione territoriale e numero di abitanti, tenendo in considerazione la zone montane e insulari, per consolidare la priorità della difesa del territorio e della sussistenza economica ed evitare lo spopolamento.

Propongo un solo ente intermedio fra regione e comune che svolga le funzioni delle attuali Province , Comprensori, Consorzi, Comunità montane, Distretti, Associazioni varie di comuni, chi più ne ha più ne metta, per ottenere un notevole risparmio economico; con lo scopo di programmare e controllare un territorio omogeneo più vasto delle attuali Province.

Occorre superare gli attuali campanilismi per ottenere un’amministrazione efficiente e a costi contenuti, mantenendo le doverose e giuste rappresentanze popolari e ottimizzando  il lavoro dei dipendenti delle amministrazione locali, eliminando doppioni amministrativi, ridurre, semplificare la “burocrazia”.

Forse questo  governo che non è ossessionato dal consenso popolare, libero da condizionamenti di collegi e territori elettorali potrà se coadiuvato dall’esperienza amministrativa attuare questa  grande e indispensabile riforma.

Mi sia permessa  una considerazione:  eliminate le Province senza un ente intermedio fra comune e regione che ne sarà degli organi decentrati dello stato? es: Prefetture, Questure, Benemerita Arma dei Carabinieri, Provveditorati vari, Uffici decentrati attualmente corrispondenti alle Province ? ( nessuno ne parla )

P.S.= intervento svolto da Manfredo Pedroni  Vice Presidente del Consiglio Provinciale di Parma quale membro del Consiglio Direttivo dell’ Unione  Province d’Italia dell’Emilia Romagna.  Bologna il 18 novembre 20110

 

 

 

 

 

 

 


SI ALLA VERITA’ NO ALLA DEMAGOGIA.

10 marzo 2011

Salve Manfredo,

questa estrema sintesi sulla riforma della giustizia ci sembra esauriente.
Utilizzala come meglio credi sul tuo sito o sul tuo blog.

On. Antonio Palmieri
Responsabile Internet PDL
LA MADRE DI TUTTE LE RIFORME

Il cardine della riforma della giustizia è la divisione tra giudici e Pm: pone al centro la parità tra accusa e difesa. Il giudice diventa colui che è davvero sopra le parti, perché non è più pari al Pm.
Finora i piatti della bilancia erano sbilanciati a favore dei magistrati: da una parte c’erano giudici e Pm, dall’altra il cittadino solo. Ora invece i piatti sono stati messi su un unico piano: in una condizione di parità.
Altro punto fondamentale: la responsabilità civile dei magistrati, al pari di tutti gli altri dipendenti dello Stato. Se sbaglia il medico è responsabile e il cittadino può citarlo. Così potrà avvenire anche per il magistrato. Si attua il principio della legge uguale per tutti.
La riforma non riguarderà i processi in corso alla data della sua entrata in vigore, pertanto non si potrà assolutamente parlare di legge ad personam, ma di legge fatta nell’interesse di tutti i cittadini.


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.