Gazzetta:” PEDRONI: “PERCHE’ E’ STATO CHIUSO IL NAVIGLIO – TARO ? “

5 settembre 2011


ParmaQui:” CRISI IDRICA, LA SOLUZIONE E’ LA DIGA DI VETTO ” ( I°. parte )

1 settembre 2011


ParmaQui: ” CRISI IDRICA, LA SOLUZIONE E’ LA DIGA DI VETTO ” ( II°. parte )

1 settembre 2011


COLLECCHIO : ” CANALE NAVIGLIO TARO “

31 agosto 2011

Parma , 29 agosto ’11

Al  Presidente

dell’ Amministrazione Provinciale
di PARMA

Dott. Vincenzo
Bernazzoli

All’Assessore

All’agricoltura e
Attività Produttive

Dott. Pier Luigi Ferrari

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA ED IN AULA

Oggetto: “ Canale  NAVIGLIO  TARO ”

Il  sottoscritto Consigliere Provinciali Manfredo Pedroni,

PREMESSO 

che il Canale “Naviglio Taro”  rappresentaper molti agricoltori collecchiesi una risorsa naturale, dalla quale attingere acqua per poter irrigare nella stagione estiva, quindi è una fonte di sviluppo umano, sociale ed economico per tutto il territorio pedemontano circostante;

CONSTATATO

-      che ogni anno nel periodo estivo, il ripetersi della crisi idrica con notevoli ripercussioni negative sulla nostra agricoltura, mettendo a rischio le coltivazioni di tutta la Provincia e solleva le giuste rimostranze dalle associazioni degli agricoltori;

-      che fra luglio e agosto, al fine di garantire il deflusso vitale del fiume Taro, la Regione Emilia –Romagna dispone la chiusura del canale “Naviglio Taro” con conseguenze disastrose per talune coltivazioni e ingenti danni alle aziende del collecchiese;

-       che è necessario realizzare un articolato sistema di approvvigionamento idrico che va dal crinale appenninico al fiume Po per garantire a migliaia di persone di vivere e lavorare con particolare riferimento all’approvvigionamento dell’acqua per uso IDROPOTABILE, ECOLOGICO, PRODUTTIVO;

RILEVATO

a)   che la chiusura del canale “Naviglio Taro” viene disposta senza preavviso e con modalità talmente rigide da non permettere agli agricoltori alcun genere di contromisura;

b)   che è evidente la mancanza di invasi e bacini idrici nella fascia montana e pedemontana capaci di accumulare ACQUA nei periodi invernali e/o piovosi per poi rilasciarla quando necessita;

PREOCCUPATO

dalla superficialità amministrativa della Provincia e della Regione Emilia Romagna, con la quale non si è mai voluto affrontare in modo concreto il problema: “ACQUA E IL SUO CORRETTO  UTILIZZO” costringendo le genti della Provincia dalla collina alla Bassa  a vivere nei periodi di SICCITA’ in continua EMERGENZA  IDRICA;

CHIEDO 

1)    come l’Amministrazione Provinciale ha intenzione di affrontare l’urgente eimprocrastinabile problema del ripetersi annualmente nei periodi di siccità della crisi idrica della nostra Provincia;

2)   se esiste uno studio delle fonti di approvvigionamento di ACQUA, e della quantificazione dell’USO  IDROPOTABILE,
ECOLOGICO, PRODUTTIVO (con particolare riferimento all’irrigazione agricola, alla produzione di energia elettrica e all’attività didattica – turistica);

3)   se esiste un tavolo di concertazione interprovinciale e/o interregionale per affrontare la crisi idrica e quali iniziative emergono per superare la continua emergenza;

4)   se esiste uno studio che individua i possibili BACINI naturali o artificiali, per trattenere a monte le acque nei periodi invernali e/o piovosi, con i relativi progetti e tempi di esecuzione;

5)   se corrisponde al vero che i parchi presenti sul territorio delle Provincia di Parma pongano limiti e/o divieti alla realizzazione di invasi all’interno delle rispettive aeree;

6)   quando sono previsti i lavori per realizzare quelle opere di invaso capaci di garantire l’irrigazione nella stagione secca, tanto decantati e dei quali non si vede l’attuazione;

7)   perché l’Amministrazione Provinciale e l’Amministrazione Regionale si oppongono alla costruzione della “ DIGA DI VETTO”,  come richiesto dalle categoria agricole, che sicuramente risolverebbe in grande parte il problema della nostraProvincia;

8)   perché anziché porre un vecchio e arcaico pregiudizio politico sulla realizzazione della “ DIGA DI VETTO”, non si ravvede
la necessità di ricercare una possibile COOGESTIONE PUBBLICO – PRIVATA in modo da affrontare e risolvere il problema siccità per il BENE COMUNE.

Il Consigliere Provinciale Manfredo Pedroni


MINUTO DI SILENZIO IN CLASSE

3 marzo 2011

Parma , 02 marzo’11 

Al  Presidente

dell’ Amministrazione Provinciale di PARMA

Dott. Vincenzo Bernazzoli 

All’Assessore

Politiche Scolastiche

Dott. Giuseppe  Romanini 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA ED IN AULA 

Oggetto: “MINUTO  DI  SILENZIO  IN  CLASSE”

I sottoscritti Consiglieri Provinciali Manfredo Pedroni e Gian Luca Armellini

PREMESSO 

-          che il Presidente del Consiglio dei Ministri Berlusconi ha affermato che. “ Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente,vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori”. ( tratto da “Tuttoscuola. com” del 27 febbraio c.a.).

-          che per la nostra Costituzione italiana: “La scuola può essere sia statale sia paritaria. In entrambi i casi è un’istituzione pubblica, cioè al servizio del cittadino”, con un semplice particolare che chi frequenta la scuola paritaria deve pagare una retta, di conseguenza non c’è parità di trattamento per gli studenti.

CONSTATATO

che al Liceo “Romagnosi” e nella scuola primaria “Giuseppe Verdi” di Collecchio hanno fatto suonare la campanella affinché tutti i presenti nella scuola, insegnanti, ausiliari e anche gli studenti, rispettassero un minuto di silenzio per protestare contro le parole del Presidente Berlusconi;

RITENIAMO

che tale gesto sia scomposto e istituzionalmente riprovevole, che conferma con sconcertante evidenza il monito del Premier;

RILEVIAMO

A)   che il Governo Berlusconi ha avviato una profonda e storica riforma per valorizzare la scuola pubblica, l’insegnamento e la formazione dei ragazzi, restituendo valore all’insegnamento e all’educazione e dignità a tutti gli insegnanti, che svolgono un ruolo fondamentale in cambio di stipendi ancora oggi assolutamente inadeguati;

B)   che l’intento della riforma è di promuovere il recupero del valore educativo della scuola, affinché non sia solo un’istituzione deputata a impartire nozioni, ma un punto di riferimento per i ragazzi e le famiglie;

C)   che il Capo del Governo, quindi, non ha attaccato la scuola pubblica, come cerca di far credere la propaganda di sinistra, ma, al contrario, ha richiamato il valore fondamentale della scuola pubblica, che presuppone libertà d’insegnamento ma anche imparzialità e ripudio dell’indottrinamento politico e ideologico;

CONFERMIAMO 

-          che abbiamo molta stima e fiducia nella scuola perché riteniamo essere un  luogo privilegiato dell’educazione integrale della persona, in qualunque sede, statale o non statale. Sappiamo che  vi sono insegnanti e operatori, la stragrande maggioranza, che si dedicano al proprio lavoro con grande generosità, impegno e competenza, sia nella scuola  statale che non statale, ci auguriamo che anche la libertà di scelta dei genitori  nell’educazione dei figli possa concretizzarsi sempre più.

-          che questo non significa non poter ricordare e denunciare l’influenza deleteria che hanno avuto e hanno ancora oggi culture politiche e interpretazioni della storia che non rispettano la verità a al tempo stesso espropriano la famiglia dalla funzione naturale di partecipazione all’educazione dei figli, ad esempio basti ricordare quegli insegnanti che non festeggiano in classe le feste religiose Cattoliche, negando le nostre tradizioni, la nostra storia e la nostra coltura;

CHIEDIAMO  ALLA  GIUNTA  PROVINCILAE DI  PARMA

a)    se è a conoscenza di altre analoghe e deplorevoli iniziative attuate in altre scuole della Provincia;

b)    quali iniziative intende assumere per stigmatizzare presso l’Ufficio Scolastico Provinciale, il comportamento dei dirigenti scolastici del Liceo “Romagnosi” di Parma e della scuola primaria “Giuseppe Verdi “ di Collecchio,  che hanno consentito tale atto riprovevole e diseducativo;

c)    quali iniziative intende assumere per stigmatizzare pubblicamente, tale gesto di protesta contro il Presidente del Consiglio affibbiandogli dichiarazioni mai fatte, di conseguenza false e tendenziose di chiara strumentalizzazione politica, usando quindi la scuola per esprimere una contestazione solo partitica.

I Consiglieri Provinciali Manfredo Pedroni e Gian Luca Armellini.

 


L’INFORMAZIONE : “IL SINDACO CHIUDE LA SCUOLA DI OZZANO ” ( I°. parte )

17 agosto 2010


L’INFORMAZIONE : “IL SINDACO CHIUDE LA SCUOLA DI OZZANO ” (II°. parte )

17 agosto 2010

  


GAZZETTA : ” LA SCUOLA DI OZZANO NON DEVE CHIUDERE ” ( I° parte )

16 agosto 2010


GAZZETTA : ” LA SCUOLA DI OZZANO NON DEVE CHIUDERE ” (II°. parte )

16 agosto 2010


OZZANO TARO IL SINDACO CHIUDE LA SCUOLA

16 agosto 2010

Parma , 14 agosto’10 

Al  Presidente

dell’ Amministrazione Provinciale di PARMA

Dott. Vincenzo Bernazzoli 

All’Assessore

Politiche Scolastiche

Dott. Giuseppe  Romanini

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA ED IN AULA

Oggetto: “ OZZANO  TARO  IL  SINDACO  CHIUDE  LA  SCUOLA ”

I sottoscritti Consiglieri Provinciali Manfredo Pedroni, Gian Luca Armellini, Daniele    Reverberi,

PREMESSO 

Il dibattito  tuttora in corso nelle diversi sedi scolastiche e istituzionali sulla riforma “Gelmini”, che coinvolge le famiglie, il personale docente e gli amministratori locali.

La strumentale interpretazione fatta dagli amministratori della sinistra italiana non aiuta certo una corretta applicazione di questa opportuna riforma scolastica.

Il tentativo di amministratori di sinistra di fare un “terrorismo politico” affermando che detta riforma chiude le scuole di montagna si sta rivelando una menzogna non più sopportabile, inganna i genitori e gli insegnanti, rivelandosi una colossale strumentalizzazione.

RILEVATO 

che la riforma “Gelmini” tutela i punti di erogazione del servizio scolastico di montagna preservandoli da ogni tentativo di soppressione, assicurando la loro esistenza attraverso la conferenza – accordo  fra Stato e Regioni;

PREOCCUPATI

-       della chiusura del punto di erogazione del servizio scolastico della scuola primaria nella frazione di Ozzano Taro in comune di Collecchio attuata dal sindaco Paolo Bianchi del partito Democratico;

-       dell’impoverimento culturale della suddetta frazione, delle difficoltà procurate alle famiglie per il trasporto dei bambini ( già pendolari a 6 anni ) nella frazione di Gaiano;     

CHIEDIAMO  ALL’AMMINISTRAZIONE  PROVINCIALE

come spiega le critiche alla riforma “Gelmini” in particolare quando si fa riferimento alla supposta minaccia contenuta in detta riforma della chiusura delle scuole di montagna per poi caldeggiare la chiusura della scuola di primo grado a Ozzano;

quali nobili argomentazioni vengono edotte per giustificare tale risoluzione;

come è possibile trasferire da una frazione la scuola primaria quando vi sono due sezioni di scola materna presenti che garantiscono in futuro la bisogno della scuola primaria;

all’origine di tale discutibile scelta amministrativa vi sono forse motivi di assetti urbanistici per una migliore qualità della vita nelle due frazioni ?

se non le sembra contraddittorio da un lato accusare il Ministro Gelmini di voler chiudere le scuole di montagna, per poi avere un sindaco del partito Democratico che alla prima occasione chiude un punto di erogazione del servizio scolastico dell’istruzione primaria in una frazione di Collecchio.

I Consiglieri Provinciali Manfredo Pedroni, Gian Luca Armellini, Daniele Reverberi,


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